I professionisti dell’Agenzia Investigativa si occupano anche di indagini dattiloscopiche, cioè di identificare le impronte digitali attraverso l’uso di strumenti di altissima tecnologia. L’indagine dattiloscopica è un’attività che mira all’identificazione personale. È una procedura molto complessa. Si tratta, sostanzialmente, di analizzare le creste papillari, cioè i rilievi carnosi che si formano sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi: le impronte digitali.

Le impronte digitali vengono classificate in quattro figure principali, fondamentalmente tale cliché trae origine dall’eventuale presenza sul tracciato papillare dei propri punti focali: il centro di figura ed il delta. Entrambi questi particolari sono originati dall’andamento delle creste cutanee che si riferiscono ai tre sistemi cui si raggruppano: il sistema marginale, dove le creste contornano il polpastrello; il sistema basale, con le linee papillari parallele al termine della falange ed il sistema centrale. Non esistono infatti al mondo due impronte uguali.

Questo tipo di analisi è di estrema efficacia nell’ambito di un’indagine in seguito ad un evento criminoso, soprattutto perché tali impronte sono immutabili nel tempo e diventano quindi “caratteristiche” di chi ha compiuto il delitto.

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